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Paolo Massobrio | 22-06-2019

Nel cuore del Monferrato

Inaugurato alla vigilia del solstizio d’estate, ecco un bel posto che farà storia nel cuore del Monferrato, ovvero a Frassinello, fra Vignale e la Valle Ghenza. In via XX Settembre qui già c’era un locale, un tempo, che non ebbe fortuna. Poi un imprenditore vitivinicolo, Ermanno Accornero, ha acquisito l’immobile che oggi vede la riapertura di Fer.Mo (via XX Settembre, 7 - tel. 3475872309 – chiuso il mercoledì), un locale gestito da Gabriele (in cucina), la sorella Sonia con Veronica in sala.
Fino a qualche tempo fa loro erano a Moleto, nei locali del Piattopiano, ma la nuova avventura di Frassinello ha certamente una marcia in più. Entri e c’è una prima saletta arredata in maniera essenziale e calda; da una scala si scende nel cortile, molto bello, che dà sulla vallata, dove è piacevole mangiare nella bella stagione. Scendendo ancora c’è la cantina, che ha dentro un infernot da visitare e che può essere un luogo da degustazioni. L’ultimo piano ha tre camere. Insomma un luogo per godere del Monferrato, tenendo conto che a Frassinello c’è anche un castello da visitare che è stato meta di varie edizioni di Golosaria. Un plauso va poi alla carta dei vini, con le bottiglie di Accornero a bicchiere e una pattuglia di bravi produttori del Monferrato (ma qui si potrà assaggiare anche il Monferace?).
E se i vini soddisfano, altrettanto si può dire del menù. Fresca e filologica la battuta di fassone piemontese alla senape antica fumigata al legno di melo (geniale la presentazione in una cloche trasparente); il vitello tonnato alla moda di una volta, aveva una salsa di difficile amalgama (bisogna aggiungere olio), la gallinella nostrana marinata con verdure croccanti e mele era il piatto migliore, davvero ben fatto. Idem per i tajarin al ragout bianco di vitellone, che stava accanto all’agnolotto monferrino e alle pennette integrali al pesto di peperoni e pistacchi. Ottima la sottofesa di vitella a lenta cottura con bocconcini (un po’ più che un bocconcino) di bufalina. La carne era straordinaria e il bocconcino, a mio avviso, risultava un surplus. Personalmente ero tentato dal filetto di maiale porchettato con senape antica in crosta, ma il galletto dorato al forno con doppio ristretto di Fonsina (vino bianco della maison Accornero) valeva la pena, anche per l’ottimo contorno di patate.
I dolci in vetrina (crostate e quant’altro) erano invitanti, come invitante è il prezzo, il luogo, il menu di tutta questa cucina, che salutiamo con l’augurio di un pronto successo.

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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