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Alice, il “paese” delle meraviglie golose

Marco Gatti | 30-03-2016

Sandra Ciciriello e Viviana Varese ai loro esordi sognavano in grande. Oggi il loro sogno è realtà, e il loro locale è uno dei migliori ristoranti d’Italia

Di fronte a voi, la grande cucina a vista, pezzo unico prodotto da Molteni, con la formidabile brigata che si muove come un’orchestra sotto la direzione di Viviana Varese. In sala, il personale che si occupa di voi in modo impeccabile con la guida di Sandra Ciciriello, che ha messo insieme una cantina che fa la felicità di intenditori e appassionati, con vini di tutto il mondo e selezione di champagne da favola. E ancora i tavoli in legno massello di Riva 1920, le sedie Tulip di Knoll dalla forma a calice omaggio al designer Eero Saarinen, le posate di Giò Ponti, le ceramiche, le grandi vetrate da cui si ammira la piazza, e le attenzioni di Irene Voltolini e dello staff che faranno sì che durante la vostra sosta tutto fili liscio.

L’esperienza straordinaria che qui condividiamo con voi, non riguarda, come verrebbe da pensare visto l’eccellenza di cucina, servizio, ambiente, atmosfera, una sosta in un ristorante di Francia con tre stelle Michelin piuttosto che dai fratelli Roca a Girona o all’Eleven Madison Park di New York, o in uno dei più celebri locali del mondo. Ma è quello che abbiamo vissuto da Alice (piazza XXV aprile, 10 – tel. 0249497340) di Milano. Ai loro esordi, di Viviana Varese e Sandra Ciciriello avevamo detto: saranno famose. Oggi, che il successo lo hanno fatto, dopo esserci tornati, non possiamo non dire che valutazioni e giudizi di critica e guide, seppur positivi, risultano datati, perché non dicono della crescita continua e, va detto, impressionante, di questi anni, insomma non fotografano il valore attuale del loro locale (per capirsi, Michelin, stesso voto di quando erano nel localino di via Adige? una stella, là, era giusta, ma qui? Se fossimo a Parigi, questo, che è il locale più "francese" quanto a ambiente, servizio e cantina, di Milano, forse che non avrebbe da tempo le due stelle strameritate?).

Comunque sia, voi lettori qui veniteci e godetevi un'esperienza memorabile. Che avrà il gusto di giocate formidabili come l'ostrica alla scapece (ostriche fritte con zucchine alla scapece e brodo dashi acidulo), come Omaggio ad Angelo Leòn (stragoloso risotto al plancton con brodo di seppie, seppia fritta e aioli al latte), o ancora come Non togliere l'osso a Mario (succulento ossobuco al barbecue con diaframma scottato, tartare di fassona, cipollotto, maionese di senape e neve all'aceto che vi verrà servito su un piatto in legno di Riva 1920). Se vorrete potrete gustare quelli che ormai sono "classici" di Viviana, a partire da "Super", il suo spaghettino che super lo è davvero (una bomba di profumi e gusto). Per chiudere con quei capolavori ghiotti che sono Sole, che è rivisitazione della pastiera napoletana, o Universo, mousse di cioccolato con cuore di liquirizia salsa allo Zafferano e aceto balsamico. O con l'ultima, geniale, creazione che è Già Rotta, ossia leccorniosa meringa con spuma di zabaione, vellutata di mandorla, mandorle croccanti, sorbetto al caffè e cioccolato amaro e pepe timut. Grande "Alice"! Questa è vita!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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