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Masuelli, passaggio di testimone riuscito!

Marco Gatti | 16-04-2019

Da Tina e Pino, a Max e Andrea, il locale di viale Umbria era ed è “La” trattoria numero uno di Milano

Nel 2021 gli anni di onorato servizio saranno cento. E la Trattoria Masuelli (viale Umbria 80 - tel. 55184138) di Milano si prepara a tagliare il traguardo del secolo di attività, nel migliore dei modi. Con un riuscito passaggio di testimone dai mitici nonni Tina e Pino (ora, a godersi, dopo una vita di cucina e clienti, l’amata e natia Masio, il paese anche di Urbano Cairo e Paolo Massobrio) al nipote Andrea Masuelli (talento che prosegue la tradizione di famiglia con un gusto dell’accoglienza, un tratto istrionico, un piacere della relazione, e una passione per vini e cose buone formidabile), e la sua bella e brava Alessandra. In sala li affianca Akram, figura carismatica e da anni riferimento apprezzato da tutta la clientela, mentre la cucina è ora solo nelle mani sapienti del grande Max Masuelli, da tempo condottiero sicuro e di valore.

L’ambiente è quello di sempre, affascinante e dall’atmosfera magica, con le sale con pezzi originali degli anni Trenta, come i due lampadari di Giò Ponti, e degli anni Venti, come gli arredi di legno laccato, il mobile bar. Respirando la storia di una Milano che qui continua ad esserci, nonostante grattacieli e modernità, in tavola il meglio della tradizione milanese, lombarda e piemontese, con le nuove creazioni di Max, chef che tra i suoi maestri annovera anche il maestro Gualtiero Marchesi.

Per voi, dopo salumi da favola e acciughe e burro, o dopo quella cervella fritta che nessuno fa più, o ancora, dopo una delicata vellutata di piselli servita con ricotta di capra, gola in festa con agnolotti del plin con sugo d’arrosto, risotto allo zafferano (proposto anche con ossobuco o nella versione del Buon ricordo, con le milanesine) o pasta e fagioli (quella “mitica”, “con il cucchiaio in piedi”). Poi avanti con una grande cotoletta alla milanese o con quel rognone che è altra leccornia sempre più difficile da trovare. Ma sarà felicità anche per chi preferirà provare piatti nuovi come “pasta e...” o come la spigola con scarola pinoli e uvetta stracciatella e mollica croccante.

La cantina tiene saldo il legame con le origini piemontesi, a partire dalle somme barbere dell’Astigiano, ma con Andrea si sta ampliando, dando spazio anche al naturale. Starete magnificamente e uscirete con la soddisfazione di sapere che qui la storia continua!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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