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PanEvo, una sosta che fa onore a Milano

Marco Gatti | 02-07-2018

Dallo chef Augusto Tombolato, piatti d’autore e specialità della tradizione milanese da applauso, per una cucina da scoprire

La Lombardia è la prima regione italiana per entrate di denaro da parte di persone provenienti dall’estero. Sul territorio è stato consumato il 18 per cento delle spese transitate in Italia, pari a 6,553 miliardi di euro su un totale nazionale di 36,359 miliardi. Commentando, Lara Magoni, assessore al Turismo, marketing territoriale e moda di Regione Lombardia, ha sottolineato che «questi dati dimostrano ancora una volta che il turismo è un volano economico di assoluto valore per la nostra Regione, e che la Lombardia ha potenziale attrattivo notevole». Per questo motivo, «per proseguire questo ottimo “trend” – ha concluso l’assessore – la Regione è pronta ad investire ulteriormente per migliorare ancora di più la conoscenza del territorio lombardo nel mondo e a sostenere i nostri grandi brand internazionali che dimostrano di essere catalizzatori fondamentali per l’economia regionale. L’obiettivo dichiarato è far diventare la Lombardia la prima meta turistica d’Italia».

Tra i fattori di attrattiva, le bellezze naturali, con montagne, laghi e paesaggi rurali, le città d’arte, e ancora moda e design, su tutto il richiamo di Milano, capitale economica d’Italia con i suoi gioielli di ieri e di oggi. Ruolo strategico, per lo sviluppo, ha l’accoglienza. Per questo, stupisce, che, mentre nel resto del mondo, la ristorazione dei grandi alberghi da tempo vanta cucine di valore, nel territorio lombardo, non sia così. Tra le rare eccezioni, il PanEvo (Piazza della Repubblica 20 – tel. 0263364001) del Westin Palace di Milano, che alla guida dello staff che segue la ristorazione vede Augusto Tombolato, chef di valore e professionista che ha saputo fare del ristorante ospitato all’interno dell’hotel un locale che invoglia alla sosta la clientela dell’albergo, e che attrae anche i golosi presenti in città. Un oasi di gusto che sorprende, e che non stupisce sia stata scelta da un’associazione come Ais come luogo dove svolgere incontri e degustazioni.

Bello l’ambiente, di eleganza moderna, con pavimenti in parquet, tavoli e sedie di design, arredi curati. Attento e professionale il personale che svolge il servizio e che vi seguirà con la giusta discrezione. Dal menu, sarete felici con carpaccio di salmone selvaggio marinato e affumicato da Augusto con erbe aromatiche su misticanze di campo, o insalata di polpo alla catalana.
Tra i primi, da applausi il risotto con pistilli di zafferano lombardo (che potrete avere anche con l’ossobuco di vitello, a sua volta eseguito in modo magistrale), o pasta con spaghetti alla chitarra con vongole veraci e zucchine.
Di secondo, carne, con costoletta di vitello secondo lo chef Augusto dorata nel burro chiarificato e condita con concassè di pomodoro e asparagi panati, pesce, con spiedino di capesante e gamberoni cous cous alle verdure. Mousse di cioccolato all’olio d’oliva con salsa al mango o crema al limone e arancia con olio di oliva e biscotto al miele a chiudere una sosta che fa onore a Milano.

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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