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Al Garage Italia Customs di Milano: una sosta divertente

Paolo Massobrio | 10-01-2018

Il Garage di Piazzale Accursio è finalmente una realtà. Costruzione degli anni '50 commissionata da Enrico Mattei, ha trovato in Lapo Elkann il genio che gli ha ridato nuova vita.

Al Garage Italia Customs di Milano (piazzale Accursio, 86 - tel. 0222220307) siamo andati una sera, assaporando l’ottima cucina di Carlo Cracco, qui seguita giorno per giorno dal giovane cuoco Gabriele Faggionato.

Entri in questo luogo illuminato ed hai la sensazione della festa. Qualche alberello fa da barriera all’ingresso, dove si presenta un lounge bar, con tavolini, sedute e un via vai di bicchieri, sotto un soffitto pieno di modellini automobilistici. In fondo alla sala c’è un ascensore che quando giunge al piano fa un’accelerata col rumore dell’auto in corsa. Ma salendo, dai vetri, vedi il garage vero e proprio, ossia il corpo centrale al piano terreno dove chiunque può recarsi, su appuntamento, per personalizzare la sua auto: basta scegliere il tessuto giusto. Affascinante.

Al primo piano si può scegliere se andare a destra, dove c’è un terrazzo molto suggestivo che nelle sere d’estate sarà un bijoux oppure a sinistra in un ambiente marinaro. Gli arredi sono infatti di Riva, e sembra d’essere su uno yacht. Al centro una grande auto, sul soffitto una pista con le macchinine. La prua ti dà davvero la sensazione d’essere su una barca. E invece è un dehors che si affaccia su piazzale Accursio. Le poltrone del perimetro sembrano quei comodi sedili della 1100 di una volta, con una trentina di tavolini, per sessanta/settanta coperti. Tutti pieni.

Un bell’esempio di genio e innovazione, dove siamo stati appagati anche dalla cucina e dalla buona scelta dei vini a bicchiere. Ci sono tre piatti per ogni portata e i custom di garage, ovvero il risotto alla milanese revisionato, la costoletta cabriolet farcita di spinaci e limone (buonissima), la bistecca pilota con verdure di stagione e gli spaghettoni F100 con vongole e bottarga. Poi i piatti si dividono in terra, cielo e mare. Per noi i tortellini Enzo ripieni di cavolfiore, funghi, crema di topinambur e brodo di Parmigiano, il giardino di Donna Marella ovvero salmone marinato alla citronella con quinoa, mango e curcuma di melanzane e il Boccone del timoniere: ricciola all’acqua pazza con alghe e prezzemolo. Altri piatti saranno la guancia, la carne cruda, la caponata, fino ai dolci: Parigi Dakar (tatin di mele, crema di dattero, fave di cacao e gelato al tè alla menta); Triangolo delle bermuda (cannolo croccante, panna cotta al latte di cocco, gelato alla frutta tropicale. Fantastico, divertente. Ci torneremo!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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