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Antica Trattoria Monluè, anno nuovo vita nuova

Marco Gatti | 18-04-2019

Nel locale della famiglia Anzalone, con la cucina tutta profumi e sapori di Alessio Algherini, vini di meditata selezione e servizio con il sorriso

Una squadra, diventa una grande squadra, quando tra i diversi reparti si crea armonia, quando ogni giocatore se c’è da sacrificarsi non si tira indietro, soprattutto, se, in campo, ciascuno facendo il suo, collabora a creare le condizioni perché i campioni possano esprimersi, facendo la differenza.

È il percorso fatto dall’Antica Trattoria Monluè (via Monluè 75 – tel.027610246) di Milano. Dalla scelta di rivedere i ruoli di tutti, una nuova, entusiasmante, stagione. L’intuizione, geniale, l’aver affidato la maglia numero 10, ossia la guida della cucina, ad Alessio Algherini, con un passo indietro della patronne Emilia Lomazzo Anzalone, che, avendo rinunciato a condividere il lavoro ai fornelli, ora è con il marito Eugenio in sala. Risultato, tutti felici, con Alessio che ora è libero di dimostrare il fuoriclasse che è, ed Emilia che è radiosa, perché, con il suo talento innato all’accoglienza, con il suo sorriso, la sua professionalità e la sua attenzione, sta facendo la differenza tra i tavoli, consentendo ad Eugenio di comunicare al meglio la sua passione smisurata per i vini. Più felici di tutti, i clienti, perché oggi, qui, si sta benissimo.

E allora quando verrete – il ristorante è a un minuto dall’uscita CAMM della Tangenziale Est, a due passi da Linate e dalla circonvallazione –, godetevi il colpo d’occhio di questo angolo milanese le cui origini sono del XIII secolo, con il campanile, l’Abbazia di San Lorenzo, l’ampia corte con edifici di lavoro e abitazioni di contadini e monaci, facenti parte del complesso rurale di Monluè.

Lasciate l’auto nel comodo parcheggio davanti al locale, fondato nel XVI secolo, e in cui Alessandro Manzoni, nei suoi Promessi Sposi, ambientò la cattura di Renzo, e dove, pochi anni dopo, era solito sostare il maresciallo Radetzky. E preso posto in una delle sue sale eleganti, con il camino e le travi in legno, o, nella bella stagione, nel magnifico dehors, preparatevi a vivere un’esperienza di gusto di quelle che si ricordano.

Alessio Algherini, lo abbiamo detto, è un grande cuoco. E con il suo repertorio si fa apprezzare, sia per l’interpretazione magistrale delle specialità della tradizione, milanese e lombarda, in primis, ma anche del resto d’Italia, sia per quei piatti che, frutto della sua tecnica e fantasia, sorprendono per la creatività che esprimono, non sconfinando mai nell’azzardo, ma riuscendo sempre a regalare emozioni, con profumi e sapori calibrati in modo sapiente.

Per voi, leccornioso carciofo ripieno con pomodoro secco pane nero e mentuccia, per chi ama i piatti tradizionali milanesi e lombardi, strepitoso risotto allo zafferano (servito anche con l’ossobuco), cotoletta di vitello alla milanese o “busecca”, in alternativa pescato del giorno, che potrà essere una gustosa ricciola, secondo la creatività dello chef, o ancora rognone di vitello trifolato alla senape con patata schiacciata.

A chi volesse godersi una Pasqua a tutta gola, segnaliamo che il menu per quel giorno prevede salmone marinato e puntarelle polpo arrostito con topinambour e fave saltate, torta Pasqualina e coppa piacentina carciofo croccante con uovo di quaglia e tartufo, risotto con asparagi pomodoro confit robiola e gamberi al timo, ravioli di borragine ed erbette spontanee con crema di Castelmagno e fiori eduli, medaglione di vitello in panatura croccante con patata viola e indivia agli agrumi, colomba artigianale conchantilly al limone.
Slurp! Questo è un indirizzo dove si ritrova il gusto di mangiare bene!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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