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A La Maison Lion, gò, masanete e moleche tra Veneto e Giappone

Paolo Massobrio e Marco Gatti | 20-11-2018

Da Simone e Saki Colle, piatti che uniscono la tradizione veneta e orientale, e pizza ai piedi delle Dolomiti

Tra la tappa di Rovigo e quella di Padova di Golosaria on the road (il nostro tour-incontro con il mondo del gusto Veneto con i campioni del Golosario e del GattiMassobrio), una deviazione che si è rivelata sosta da ricordare è stata in provincia di Belluno. Ovvero La Maison Lion (Piazza San Liberale, 1 - tel. 0439 43840) di Marsiai di Cesiomaggiore (Bl).

È un petit hotel, con poche camere, curate e piene di charme e un ristorante che hanno inaugurato da poco i coniugi Colle, ai piedi del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. L’ambiente è caldo, romantico, con due salette in pietra della casa antica e ben ristrutturata, in cui è ospitata l’attività. La sensazione è quella di essere proprio ospiti di questa coppia, che ha il gusto e il piacere dell’accoglienza nel sangue.

La cucina è golosa sintesi della storia di Simone e Saki, lui italiano e lei giapponese, che in tavola riescono a mettere la tradizione veneta arricchita dalle giuste e sapienti contaminazioni con le creazioni orientali. Il risultato sono piatti gustosi, dalla elegante presentazione, che non snaturano il cuore delle diverse ricette, ma le propongono con tocchi calibrati capaci di valorizzarle in modo moderno.

Da un menu che nasce dalla spesa quotidiana, di materia prima di valore, sarete felici con i Gò in saor (superbo l’equilibrio), i moscardini con i fagioli gialet, i tagliolini al nero fatti in casa con sugo di masanete; quindi le moleche fritte con polenta, ma anche i bigoli cacio e pepe che qui fanno benissimo o le linguine Benedetto Cavalieri alle seppie e carciofi. Ma c’è anche il baccalà pastellato e fritto con il salmoriglio rosso leggermente piccante; il galletto allevato a mais con salsa chili o in questa stagione piatti con il tartufo bianco. La costoletta di vitello alla milanese qui la fanno con la composta di mela prussiana, mentre fra le curiosità c’è la Wagu’s Dinner ovvero 5 portate della famosa carne giapponese.

Nel segno della distinzione, al giovedì “pizza”, realizzata con farine Petra del Molino Quaglia. Chiuderete con uno dei buonissimi dolci di Saki, fra cui lo strudel, in una sosta che avrà il gusto delle cose fatte con il cuore. Competente la carta dei vini.

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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