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Lanterna Verde, paradiso di gusto e di gola

Marco Gatti | 05-01-2015

A Villa di Chiavenna, uno dei migliori ristoranti d’Italia

Cascate. Fontanili. Laghetti e piccoli fiumi. Case in pietra. La strada che da Chiavenna, con pochi chilometri, porta in Val Bregaglia e in Endagina, a mete ricche di fascino come Soglio o Sankt Moritz, regala panorami di rara suggestione. È l’ultimo lembo d’Italia, dove si nasconde un gioiello di gusto come ce ne sono pochi in tutto il Bel Paese, la Lanterna Verde (fraz.SantBarnaba – tel. 034338588) di Villa di Chiavenna. Che sia uno dei migliori ristoranti europei, lo sanno bene gli stranieri, svizzeri in primis, che qui fanno a gara ad assicurarsi un tavolo. Voi prenotate, e preparatevi a vivere una delle esperienze più romantiche e gustose che vi possa capitare di fare. Lasciate l’auto nell’ampio parcheggio. Una volta entrati, accomodatevi nella bella sala, con le pareti candide, alcuni grandi affreschi. le travi a vista in legno, i tavoli ben distanziati e apparecchiati in modo impeccabile, il camino con il fuoco accesso ad aumentare lo charme dell’atmosfera. A occuparsi di voi, una famiglia intera, i Tonola, raro esempio di professionalità, passione e bravura. A guidare il “team famigliare”, Antonio, grandissimo professionista di sala e sommelier di razza, cui si deve la formidabile cantina, che vi lascerà a bocca aperta per la varietà di etichette non scontate di tutto il mondo, con ruolo da protagonisti a Valtellina (da applausi la selezione di piccoli e sconosciuti produttori del territorio), Italia e Francia. E il fratello Andrea, chef di talento straordinario, cui si deve una cucina tutta sapori e profumi, sapiente mix del meglio della tradizione gastronomica italiana e dell’eccellenza delle creazioni frutto della sua geniale fantasia. Quattro i menu degustazione, a 47, 52, 65 e 78 euro. Alla carta, muovendo tra piatti del territorio e creativi, trittico della trota o “Funghi: erbe, radici e tartufo bianco”, uno dei piatti migliori mai mangiati, vale il viaggio! Poi tajadin dulz de Villa, gnocchi di zucca pompelmo gamberi rossi e la loro bisque. Di secondo, lepre “sparata” con rocce di polenta e romanesco, o leccorniosa coda di bue in sfoglia di pasta fresca piopparelli e spuma di polenta (elegantemente servita a forma di coda). Chiusura in dolcezza, con tumbler con bavarese alla cannella mela cotogna stroesel al muesli e spuma di marroni. Le donne Tonola, in queste festività natalizie, han pensato un’elegante mise en place che prevede, in tavola, una candela rossa che illumina la stella su cui è posata, cui si affiancano due stelle argentee e tre piccole stelline. In un colpo d’occhio, il nostro giudizio. Qui da anni brilla una stella Michelin. Il livello a cui è salito sacrificio dopo sacrificio questo ristorante è da tre. Le due stelle, meritate da lungo tempo, quando? Per noi è eccellenza. “Coronissima”!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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