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Una sosta radiosa a La Crepa di Isola Dovarese

Francesca Brugna | 29-03-2017

Un locale affascinante dove scoprire i piatti e i prodotti della Pianura Padana tra il Po e l'Oglio

Ci sono posti dei quali ti senti già innamorata prima ancora di aver mangiato i loro piatti. La Crepa (piazza Matteotti, 13 - tel. 0375396161) di Isola Dovarese (Cr) è uno di questi. Diciamo subito che il paese è la stessa piazza, inaspettata, ampia, con una sua padana eleganza, edificata per volere di Giulio Cesare Gonzaga a fine '500.

La meta della nostra passione è su di un lato corto, un edificio con l'insegna in ferro così sbiadita dalle secolari nebbie padane che si fonde alla perfezione con gli edifici circostanti. Gli interni sono un misto di tante epoche e tante fotografie: la saletta detta “il Senato”, in omaggio al generale e senatore del Regno Francesco Pistoja, la sala del biliardo, la zona bistrot con l'immancabile specchio, l'enoteca e la veranda che più Rinascimento lombardo non si può. Tra questi ambienti abbiamo trovato un'accoglienza e una professionalità altissima, con una particolare menzione per i giovani camerieri e il sommelier, di una preparazione e garbo inappuntabile.

Il benvenuto, servito con un calice di vino Verde portoghese, è stato con una polpettina di carne, l'essenza stessa di questo concetto. Il piatto di pesce all'isolana, di grande equilibrio e profumi di verdure ed erbe aromatiche, era composto da rotolo di anguilla, luccio e carpioni come pure ottimo e migliore espressione dei campioni della zona l'antipasto di salumi la Crepa, servito assieme a frittata e giardiniera fatta in casa. A questo punto non si poteva rinunciare al savarin di riso con ragù classico (e sue polpettine) e lingua salmistrata, un piatto storico, dai gusti concentrati eppur leggero, con una cottura del riso più che perfetta. Sontuosi e pieni i marubini serviti asciutti burro e salvia, gustosissimi nella loro ricchezza. Si prosegue con la classicità del cotechino vaniglia con lenticchie, verze e polenta e le succose e terragne lumache con erbette, polenta e cuore di vitello.

Tutti questi piatti sono stati accompagnati da un particolare Vino Verde Bruto tinto e la chiusura l'abbiamo affidata a uno dei migliori campioni di zuppa inglese assaggiati finora, in un locale molto affascinante dove tornare a breve. Siamo al radioso, finalmente meritato!!!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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