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Da Davì food lab materie prime del territorio in accostamenti inediti

Francesca Brugna | 28-11-2018

Alla Pisterna di Acqui Terme in un ambiente caldo e suggestivo, la cucina piemontese interpretata e presentata in modo originale

Da Piazza San Guido avrete l'accesso più immediato per arrivare in Piazza della Conciliazione e quindi nel cuore della Pisterna di Acqui Terme (Al). Ogni tratto che percorrerete svelerà sorprese inattese all'occhio che cerca particolari di altre epoche: un angolo di casa, portale di chiesa, palazzo signorile o nicchie.

Mesi fa avevamo già conosciuto questo staff, al tempo attivo in un altro locale; alcuni di loro hanno inaugurato lo scorso 5 maggio questi rinnovati e spaziosi locali di Davì food lab, con le sale che si aprono sulla piazza (Piazza Conciliazione, 20 - tel. 0144 670118 - 333 2310438) con un piacevole dehors estivo. Gli ambienti dicevamo, spaziosi ma non dispersivi, con una ristrutturazione moderna ma non distante, giocati sull'azzeccata scelta degli intimi tavoli rotondi, pareti chiare con inserti in pietra e archi in mattone recuperati. L'accoglienza professionale e gentile la ricordavamo ancora e procede spedita nella sera della nostra cena, in un bel tepore e con un menu che garantisce la materia prima del territorio, in accostamenti non scontati con pesce o salse e studiato impiattamento.

Con una musica scelta e attorniati da una suggestiva mostra fotografica, scegliamo da una carta dei vini non estesa ma interessante e iniziamo con il preantipasto di spuma di ricotta accompagnata da mostarda di peperoni, veramente buone entrambe. Gli antipasti poi, classici presentati con uno spirito più moderno, annoveravano vitello tonnato (salsa ottima ma carne troppo asciutta e da servire meno fredda) e corposo flan di cardo gobbo di Nizza con fonduta. Ma non mancavano la battuta di Fassone e i peperoni quadri alla piastra con bagna caoda.

Piacevoli gli agnolotti monferrini al burro e salvia, dove si percepiva maggiormente la nota vegetale rispetto alla carne, opposti ai veraci tagliolini fatti in casa al ragù di cinghiale, molto gustosi (anche se i pezzettini di carne erano un po' duri). Scelte accattivanti sui secondi (che assaggeremo un'altra volta, viste le generose porzioni): maialino da latte iberico alla birra con cipolle e mele caramellate, costine di maiale in salsa barbecue e coniglio alla ligure.

È anche possibile fare una degustazione di formaggi come la selezione di Roccaverano e altre interessanti tome. Si chiude con la sfera di cioccolato fondente con sorpresa di torrone, in alternativa a bavarese al caffè con caramello e bunet. Tenete d'occhio il loro sito, spesso vengono organizzate serate ed eventi interessanti anche con produttori.
Un grande in bocca al lupo per questa nuova avventura!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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