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Alla Locanda dell'Olmo, la piacevole sosta in questa trattoria storica

Francesca Brugna | 16-06-2018

Nel paese di san Pio V, Bosco Marengo, accolti dalla famiglia Bondi, gusterete i piatti della cucina piemontese con qualche deviazione in Liguria, accompagnati dai vini della loro azienda

“Aldilà dei monti, c'è una terra piana e verde, coperta da frasche di bosco, abitata da uomini forti, domatori e allevatori di cavalli”. (Strabone)

La Fraschetta, dalla terra argillosa e purtroppo non più riconoscibile nella sua antica e verde fisionomia, arriva nei confini a toccare Piovera e Sale, lambire Tortona, includere Frugarolo e Bosco Marengo fino a Pozzolo Formigaro dove, se si crede al romanzo Il regalo del Mandrogno, arrivasse distinto il fragore della Battaglia di Marengo. E il tipo di terra ha caratterizzato la costruzione delle case della piana, edifici in terra cruda costruiti con la tecnica della compressione in casseri o pisé. E Bosco Marengo (Al), abitata dall'antica popolazione ligure dei Marici, acquista il toponimo Marengo proprio da Lucus Maricorum, luogo noto come posta per il cambio dei cavalli.

Proprio qui, nella piazza di Bosco (Piazza Mercato, 6 - tel. 0131 299186), c'è una trattoria ormai storica, Locanda dell'Olmo che, con la sua conduzione accogliente e gli ambienti familiari, riflette proprio il territorio così ricco di storia e ricette, con piatti che raccontano e tramandano questi luoghi come un vero e proprio patrimonio storico.

Rinnovati di recente gli ambienti, adesso caratterizzati da una chiara atmosfera, rilassante e raccolta come un'abitazione privata, troverete sempre un'esauriente lista di vini della loro azienda Bondi e interessanti spunti da tutta Italia. Senza tralasciare a fine pasto un assaggio dal loro carrello dei formaggi (frutto di “spedizioni” giornaliere dei titolari o provenienti da aziende come il Lavage' di Rossiglione), partirete quindi dalla più pura tradizione con i rabaton della Fraschetta di ricotta ed erbe, gli agnolotti, i corzetti novesi, i tagliolini con pesce di fiume.

Sempre guidati da Gianni, Michela e Andrea, si prosegue con i salamini di vacca di Mandrogne (in origine nascevano con carni equine) accostati alla peperonata o alle patate rapa e cipolle, il pollo alla Marengo con uova e gamberi di fiume, i brasati e le diverse carni. C'è poi un significativo versante ligure che offre tutti gli ingredienti della via del sale come acciughe, stoccafisso accomodato, fritti di baccalà, senza dimenticare la panissa fritta e la cima genovese.

Tra i dessert si torna in pianura con il polentino boschese, inventato sottoforma di torta dal grande cuoco Bartolomeo Scappi per Papa Pio V Ghislieri (nativo di Bosco) che tanto lo amava, prima di terminare con una bella selezione di liquori e distillati di qualità in un locale che è ormai certezza e riferimento non solo in zona.

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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