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Il Bis (trò) di Cannavacciuolo

Paolo Massobrio | 24-03-2016

Ottima e bella sosta al ristorante del teatro Coccia a Novara

Cannavacciuolo sì, Cannavacciuolo no. Be’, tanto per chiarirci noi diciamo sì, e la premessa che facciamo è doverosa, perché quando in gioco c’è un cuoco che è anche un personaggio televisivo, la gente diventa esigente. Anzi esigente non è la parola giusta: diventa stronza. Nel senso che cerca il pelo nell’uovo anche quando il pelo non c’è, solo per il gusto di misurarsi. Ricordo quando Bruno Lauzi in un concerto in Sicilia mi confidò che fu avvicinato da una persona che gli disse: “Minchia brutto sei!”. Ecco, ad uno che va in tivù sembra che ci si possa permettere di dire ogni cosa.

Questo di Novara è il secondo vero locale di Tonino Cannavacciuolo (Cannavacciuolo Café & Bistrot - piazza Martiri della Libertà, 1 – tel. 0321612109). È ambientato nella magnifica costruzione del Teatro Coccia, ma è soprattutto il terrazzo estivo al primo piano che dà sulla piazza, a creare un’atmosfera bellissima. Al piano terreno c’è il bar, con ogni ben di dio; al piano di sopra una teoria di tavoli, abbastanza vicini fra loro, in un ambiente moderno, elegante. 

Il menu è diviso in titoli d’arte (Opera, Balletto...), ma c’è anche un menu degustazione a 50 euro con cinque portate (occasione!) e poi uno a occhi chiusi, di sette portate a 70 euro. Per capirci qui non c’è la creatività ai massimi livelli di Villa Crespi, ma un assaggio di estro e di fantasia lo si prova con tanta sostanza.
Anche la carta dei vini sarà molto soddisfacente e annovera alcuni dei must che già si trovano a Villa Crespi.

Una nota la merita poi il personale: disponibile, sorridente, veloce. Tutti ingredienti che fanno di questo Bistrot Cannavacciuolo, il tutto esaurito ogni sera. C’è poi una carta di aperitivi con selezione di Prosecco, Franciacorta e Champagne, ma anche cocktail d’autore.

E veniamo ai piatti. Fra gli antipasti troviamo testina di vitello, crema di burrata scarola alla partenopea, alici fritte e cialda di polenta, polpo scottato, carne cruda. Ma è fra i primi che ci siamo davvero divertiti, con i plin al ragù napoletano oppure la pasta mischiata con patate cozze e provola affumicata (grandiosa). Degni di nota anche il risotto allo zafferano, gli gnocchetti con vongole e alghe marine. Tra i secondi ecco il baccalà con castagne e cipollotti; il branzino alla scapece e ragù di molluschi. Ghiotta la polenta liquida con moscardini in umido, accanto alla guancia di vitello con purea di sedanorapa e caffè. Di grande soddisfazione l’agnello in tre cotture con maionese di nocciole e rapa al burro; il filetto di manzo in crosta di pane ed erbe e salsa al Nebbiolo. Come dessert la pastiera liquida, timbro di Tonino, ma anche il cioccolato con frutto della passione e cardamomo. Sorbetti e gelati misti, per una serata radiosa.

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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