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L'autenticità del Maso Sotciastel

Umberto Dallaglio | 14-09-2018

In Alta Val Badia questo agriturismo dove il tempo sembra essersi fermato

Nel Comune di Badia (Pedraces, 5 - tel. 3387640188), in Alta Val Badia, all’'agriturismo del Maso Sotciastel, il tempo sembra essersi fermato, impigliato tra le mura del vecchio maso, il fienile e il recinto dei conigli. Non si tratta di ricostruzione tipica, il maso appartiene da duecento anni alla famiglia Pitsheider, che ha scelto di lasciare immutati gli spazi.

L'’ambiente in legno testimonia la vita vissuta di generazioni di contadini valligiani, la stube che riscalda, oltre all’’a sala, anche un letto sovrastante nei giorni più freddi; non più di quattro tavoli, alle pareti i quadri dei parenti col Cristo e la Madre nell’'angolo e il santo missionario in Cina, Joseph Freinademetz, che qui è nato e venerato, l’'orologio a cucù, le tendine bianche e rosse e, nell'’ingresso, un leggero disordine che ricorda’ la casa degli amici contadini che visitavi da ragazzo. Neanche il più abile scenografo avrebbe potuto creare un ambiente più reale e fedele di questo.

L'’accoglienza della signora Hildegard, con la figlia che l’'aiuta, è semplice e gentile. Sei in un ambiente dove si cena nel rigore di un gusto tradizionale, cresciuto e trasformato nella storia, ma soprattutto con quello che dà la terra con gli animali che lì la calpestano.  

Il primo piatto sono le mezzelune, che alcuni chiamerebbero ravioli, ripiene di ricotta e patate. Il secondo, la polenta gialla col goulasch, servita nelle ciotole; per ultimo il krapfen sofficissimo con un giusto ed equilibrato ripieno alla marmellata, sul fondo una salsa alla vaniglia che lo completa.
Dall'’inizio della cena ci ha accompagnato una bottiglia S.te Magdalener di Appiano, in conclusione grappa e caffè. 

Poi si rientra, percorrendo la stretta strada dell’'andata, pensando alla fatica delle genti di montagna che non cedono la posizione. Per incontrarle si deve venire qui e chiedere, come in questo caso, di essere accolti senza pretese, ospitati nel loro mondo che non è tutto sommato estraneo al nostro. Casualmente, si è scoperto anche che le signore del maso organizzano corsi di cucina ladina indirizzati a chi propone cucina locale.

Senza ombre di banale sentimentalismo questa è un’'esperienza da vivere e sicuramente da consigliare a chi transita in queste valli.

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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