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Il sogno di Armanda

Paolo Massobrio | 30-03-2018

A Castelnuovo Magra una nostra sosta del cuore con i piatti fantastici di Luciana e una maestosa carta dei vini

Sognare si può sognare e io l’ho fatto, un sabato a mezzogiorno, tornando in una delle nostre soste del cuore: Armanda (piazza Giuseppe Garibaldi, 6 - tel. 0187 674410) a Castelnuovo Magra (Sp).

Un localino particolare, raccolto e intimo, con una cuoca superlativa Luciana, depositaria delle ricette di queste terre. Ma chi s’aspettava di trovare ancora quella carta dei vini maestosa che era la passione di Valerio Sergiampietri, il marito scomparso qualche anno fa, ma sempre presente in questa continuità che mi ha commosso. E poi pensate che orgoglio sentire gli amici che mi dicevano: «Ma che posto fantastico!».
Sono le corone radiose del GattiMassobrio, amici, che vanno scoperte per capire appunto qual è la nostra filosofia del gusto. È questa!

Ma se il primo antipasto che arriva in tavola sono le frittelle di baccalà alla ligure su insalata di stagione allora NON VALE! Non vale perché nonostante fosse il primo dei piatti è stato quello che tutti hanno ricordato per fragranza, perfezione, succulenza. Un piatto dell’altro mondo che con il Vermentino di Ottaviano Lambruschi era un invito a toccare il cielo con un dito. Ma che buona la torta salata di bietole, porri ed erbette di campo, e quel pan brioche con terrina di fegato di coniglio, olive taggiasche e confettura di fichi senapata.

Di altre visite le verdure di stagione in guazzetto di pomodoro e salsiccia, la vellutata di zucca con acciughe sotto sale e prescinseua della Val D’Aveto.
E l’amuse bouche? Un fetta di Prosciutta castelnovese di Elena e Mirko. Wow!

Fra i primi, per nessuna ragione al mondo era possibile rinunciare alle lattughine ripiene in brodo. Soavi, ma anche le lasagnette di mais su passatina di ceci e sugo di triglie oppure i maltagliati alla farina di castagne con il pesto. E che dire dei ravioli di borragine e ricotta con burro e salvia?

Ed ora preparatevi ad assaggiare il maestoso arrosto di coniglio farcito con patate e carciofi, l’ottimo carré di maialino al profumo di mirto e ginepro con mela annurca e foglie di verza ripassata, la trippa di vitello in umido, i moscardini in zimino di bietole, carciofi e patate su croccante pane all’aglio.

Il menu degustazione con 5 portate è a 37 euro. E alla fine un dolce: il semifreddo alla meringa con salsa mou e fragole. Il paradiso è vicino.
Buona Pasqua!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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