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Anche l'Agro Pontino oggi ha il "suo" amaro

Andrea Voltolini | 29-11-2019

Il merito è di Vincenzo Piccolo, chef della Locanda Bonifacio VIII di Sermoneta

Se oggi l'Agro Pontino ha il “suo” amaro identitario, il merito è di Vincenzo Piccolo, chef di vaglia del Ristorante Locanda Bonifacio VIII a dimora nel delizioso borgo di Sermoneta (Lt).

Per circoscrivere l'area geografica di interesse, basta dire che siamo all'interno di quella vasta estensione pianeggiante costiera, bonificata durante il periodo del fascismo, situata a sud dei Colli Laziali, fra i Lepini, il Tirreno e l'insenatura di Terracina. A ben vedere, però, il merito di Vincenzo è doppio. Da una parte ha preso coscienza di una mancanza importante alla voce “Distillati” nel ricco paniere di prodotti tipici locali (accanto a eccellenze come il prosciutto di Cori, le coppiette di suino, caciotta e mozzarella di bufala pontina, olive di Gaeta...). Dall'altro ha profuso impegno, competenza professionale e passione per creare davvero dal nulla un distillato che avesse sentori e aromi in grado di richiamare dal punto di vista organolettico questa parte geografica del Lazio.

Un anno di ricerca di materie prime e di esperimenti “in campo” ed è nato Piccolo L'Amaro dell'Agro Pontino. Materie prime scelte da Vincenzo, una miscela di erbe ed agrumi. Tra le prime, alloro, genziana, rabarbaro; tra gli agrumi, spicca il Merancolo, arancia amara selvatica sermonetana dal succo molto aspro e leggermente amarognolo. Si ottiene per infusione (20 giorni in serbatoi di acciaio).

Piccolo ha colore scuro, gradazione alcolica pari al 30%, ed è altamente digestivo. Al palato è corposo, dal sapore molto deciso e rivela un ottimo equilibrio di sentori erbacei (rabarbaro e genziana in primis). Nei primi due mesi di vita, ne ha prodotte cinquecento bottiglie (andate a ruba!) e dietro l'angolo c'è già il progetto di creare la prima distilleria in assoluto della provincia di Latina. Ma Vincenzo ci ha confessato anche un'altra soddisfazione personale. Quel “No” ripetuto centinaia di volte ai clienti del suo ristorante alla domanda “Avete un amaro del territorio?”, da oggi potrà trasformarsi in un deciso e sicuro “Sì!!!”.

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