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Tommasi, nelle origini la sapienza per guardare al futuro

Marco Gatti | 10-02-2019

Il sogno realizzato della celebre famiglia veronese, è l’Amarone Riserva 2008 De Buris, un vino di classe che ha già conquistato critica e winelovers

La cantina Tommasi è stata fondata nel 1902. Ma la vitalità che ha questa realtà, nelle mani ora della quarta generazione, è da esordienti. La famiglia è celebre per il suo Amarone, e visto il successo che il grande rosso veronese gode sul mercato, sia italiano, sia internazionale, verrebbe da pensare che i titolari “vivano di rendita”, godendosi i frutti della fortunata storia secolare. Non è così, visto che negli ultimi vent’anni sono stati fatti investimenti importanti, che hanno portato ad ampliare le proprietà, affiancando alle vigne della Valpolicella, tenute, dal nord, in Oltrepò Pavese, al Centro Italia in Toscana, fino al sud in Basilicata a Barile e a Manduria in Puglia.

Tra le esperienze più belle, tuttavia si sa, c’è il muoversi dalla propria terra per conoscere altre realtà, ma non dimenticando mai le origini. È quello che han fatto i Tommasi, perché come abbiamo detto, la loro fama è cresciuta con le acquisizioni in tutto il Bel Paese e con il talento che hanno dimostrato portando i vini di tutte le loro diverse cantine in tutto il mondo. Ma ora, a fine 2018, hanno sorpreso tutti, mettendo sul mercato un vino clamoroso, che ha il gusto del “ritorno a casa”.
È l'Amarone Classico Riserva 2008 De Buris. Vino figlio di un progetto che ha radici lontane, è sorta di sogno che si realizza vent’anni dopo l' acquisto da parte della famiglia delle vigne de La Groletta, cru simbolo della Valpolicella Classica, di 10 ettari vitati, di cui solo 1,9 sono stati destinati alla produzione di questo Amarone, appunto, scegliendo il fazzoletto di terra dove i filari sono più alti, il suolo argilloso, l'esposizione a sud ovest, perfetta la collocazione che favorisce i miti influssi del Lago di Garda.

La cantina è ospitata in quella che è la più antica villa veneta della Valpolicella, una struttura che narra duemila anni di storia del territorio, un unicum storico-architettonico di straordinaria rilevanza, di base romana, con successivi interventi risalenti alle epoche medievale e rinascimentale e con preziosi affreschi custoditi al suo interno. Entro il 2022, a restauro completato, si trasformerà in un luogo di accoglienza di lusso.

Come dicevamo, orgoglio di questa nuova avventura è l'Amarone della Valpolicella Classico De Buris Riserva 2008. Le uve (corvina 62%, corvinone 25%, oseleta 8% e rondinella 5%) selezionate sono state poste sulle tradizionali Arele, delle tavole di bambù, e poi lasciate riposare per 110 giorni nel fruttaio dedicato, dove un sistema di ventilazione ha mantenuto un flusso d’aria costante e una bassa percentuale di umidità. A gennaio è stata effettuata la pigiatura e la fermentazione è avvenuta lentamente per 30 giorni in tini di rovere, utilizzando esclusivamente lieviti indigeni. La fermentazione malolattica è stata effettuata due volte per i primi due anni di invecchiamento in botti di rovere di Slavonia, seguendo le fasi lunari e le stagioni. Il vino ha proseguito l’affinamento per 5 anni nelle botti di rovere da 15/30hl e poi ha proseguito il riposo in bottiglia fino a oggi.
Dopo dieci anni, una volta nel bicchiere, l'Amarone della Valpolicella Classico De Buris Riserva 2008 ha colore granato luminoso, naso di grande complessità con note floreali di rosa e viola, profumi di marasca, mallo di noce, frutti di bosco, tabacco e spezie, cui seguono eleganti sentori di liquirizia e china, mentre al palato è di grande struttura, ma di ottima beva grazie a un'equilibrata freschezza, piacevole sapidità, persistenza infinita. È uno dei grandi vini italiani!

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DI PAOLO MASSOBRIO

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