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La grandezza di Bòggina e Galatrona

Alessandro Ricci | 22-10-2014

Fiori all'occhiello della Cantina Petrolo, in Val d'Arno Superiore

È nella Val d'Arno Superiore, tra boschi, vigne e ulivi, che sorge l'azienda Petrolo (Mercatale Valdarno, loc. Petrolo, 30  - tel. 0559911322 ). Precisamente, i 272 ettari aziendali si trovano a Bucine, in provincia di Arezzo, in un'area indicata come Chianti Colli Aretini, confinante con la zona sud-est del Chianti Classico, caratterizzata da un terreno con presenza di galestro, alberese e arenaria con argilla. Petrolo è gestita da 4 generazioni dalla famiglia Bazzocchi-Sanjust (l'attuale proprietario è Luca Sanjust) che ha fatto di quest'azienda uno dei nomi forti della Toscana enoica. A buon diritto, come confermano anche gli ultimi assaggi: sono vini di grande eleganza e pulizia, contraddistinti da strutture e acidità importanti, e tannini mai invadenti.

L'Inarno 2013, da uve sangiovese al 100%, è il vino da tutti i giorni di questa azienda. Rubino fitto, ha naso piacevole di more e mirtillo e un'anima selvatica di fondo. In bocca è un po' spigoloso nel finale, non tanto per i tannini, quanto per l'acidità, che lo rende ideale per pasteggiare.
Il Torrione 2012 (80% sangiovese, 15% merlot, 5% cabernet sauvignon) affina in barriques di rovere francese di primo, secondo e terzo passaggio per 15 mesi, ed è una versione del Sangiovese piuttosto moderna, virata sull'eleganza, sostenuta da buona acidità e arrotondata in tannini addomesticati. Predominano, al naso e in bocca, piccoli frutti rossi (lampone).

Molto più emozionante è il Bòggina 2012, sangiovese in purezza che nasce dal vigneto storico aziendale, impiantato nel 1947 da Gastone Bazzocchi, padre e nonno degli attuali proprietari, destinato dal 2006 alla produzione del cru omonimo. Dopo un affinamento per 18 mesi in tonneaux francesi e in botti di rovere da 40 ettolitri, il vino si presenta di un bel rubino vivo. Al naso esprime un bouquet complesso, con frutti di bosco scuri, pepe di Szechuan, erbe di campo. In bocca, il sorso ha grande struttura, rinforzata da una bella acidità, mentre i tannini sono levigati. Il frutto è ben presente, con note minerali. È un vino elegante e piacevole, di rara intensità, da provare con secondi di carne importanti. Ne esiste anche una versione affinata in anfora, il Bògginanfora.

Uscendo dai sangiovese, ecco il Campo Lusso 2011, cabernet sauvignon in purezza, di cui producono un solo tonneau da 500 litri. Di un bel colore rubino impenetrabile, il naso è subito un po' chiuso, e giocato su note erbacee. Quando si apre, però, lascia spazio a erbe officinali, sentori floreali e una leggera speziatura. In bocca il vino entra diritto, con tannini delicati ma presenti, e acidità elevata. Il sorso è persistente, e solo nel retrogusto si fa viva una nota vanigliata, non predominante, dettata dalla botte.

Ma il vino aziendale più famoso è certamente il Galatrona, già Top Hundred del Golosario nel 2003, merlot in purezza affinato in barriques e tonneaux di rovere francese per 18 mesi. L'annata 2011 si presenta di colore rubino fitto. E fitto è il naso, complesso e intenso: si apre con una ciliegia schiacciata, poi mirtilli, liquirizia, pepe nero, note balsamiche, fino all'affacciarsi di primordiali note terziarie, declinate in una leggerissima smaltatura. In bocca, il sorso è di grande eleganza e morbidezza, ancora una volta contraddistinto dalla bella vena acida e da tannini accondiscendenti. Ritorna la frutta, accompagnata da sentori di cioccolato. Persistente, molto persistente, ed estremamente piacevole. 

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DI PAOLO MASSOBRIO

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