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Gran Tiatì: la Puglia sarà super?

Fabio Molinari | 13-09-2017

Teanum, una cantina pugliese ma di respiro internazionale, che punta su un’identità ancora in costruzione

Ha i caratteri dell’internazionalità e qualche freccia nell’arco per competere ad altissimi livelli. La cantina Teanum (tel. 0882336332) di San Paolo di Civitate (Fg) è stata una rivelazione dello scorso anno quando la premiammo tra i top Hundred con il Gran Tiatì. Oggi a distanza di un anno abbiamo riassaggiato i vini ottenuti sui 160 ettari di vigneto impiantati nel territorio tra il Gargano e l’Appennino Dauno. Ci troviamo di fronte a una cantina di grandi ambizioni, vini calibrati, che vogliono essere importanti e che guardano all’invecchiamento di lungo corso.

Almeno questo è vero per quanto riguarda il Gran Tiatì Gold Vintage 2012 che si presenta con una bottiglia big size (una delle più pesanti che abbia mai avuto modo di sollevare) con tanto di capsula coperta da un velo di cera. Siamo di fronte a un peso massimo che fa venticinque giorni di macerazione sulle bucce, quattordici mesi di barrique di primo utilizzo e quindi, a lungo, bottiglia per poter ottenere un vino che ha bisogno del giusto tempo nel bicchiere per esprimersi al meglio. Solo così potranno emergere poco a poco i complessi profumi di marasche sotto spirito e cacao, vaniglia e anice. Molto intenso così come in bocca dove il tannino c’è e si fa sentire. Grande avvolgenza, corpo, alcolicità sostenuta. E’ già un ottimo vino, ma ha sicuramente bisogno (ancora) di cantina per arrotondarsi, smussarsi. Spago ce n’è in quantità.

Molto interessante il Teanum Otre 2015. In questo caso ci troviamo di fronte a un Nero di Troia che fa barrique, acciaio e bottiglia. Nel bicchiere mostra un bel colore rubino concentrato, al naso esce bene, con l’intensità della marmellata di piccoli frutti, un’interessante nota verde che richiama il peperone e una più speziata e balsamica. In bocca è tannico, di buon corpo, giusta acidità. Un vino interessante, ben orchestrato, molto piacevole.

Infine merita di essere riassaggiato il Gran Tiatì 2013 metodo classico, un’espressione interessante, inusitata, di aglianico. Si apprezza al naso per una certa eleganza in cui i piccoli frutti si confondono con la fragranza della crosta di pane. In bocca invece resta abbastanza evanescente proprio laddove ti aspetteresti più nerbo. E’ un’idea dalle ottime potenzialità che va rivista,rielaborata. E questa cantina ha tutte le carte in regola per farlo.

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