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Edoardo Patrone, i rossi di carattere dell'Ossola

Marco Gatti | 05-08-2018

Da un gruppo di giovani amici un'esperienza interessante di viticoltura eroica

Un dato interessante, dalle nostre campagne. Dopo anni di corsa al posto in banca e nell'industria, l'agricoltura fa registrare un incremento record del 6,2% nel numero di occupati, che è dieci volte superiore al valore medio totale di tutti i settori, per un totale di 27mila occupati in più nei campi rispetto allo scorso anno.

La crescita si verifica sia del numero di lavoratori indipendenti (+7,4%) sia di quelli dipendenti (+4,9%), con un record assoluto del 20,3% al Nord. È il segno che le campagne possono offrire prospettive di lavoro sia a chi vuole intraprendere con idee innovative sia a chi vuole trovare una occupazione anche temporanea. Per noi molto confortante, che siano molti giovani a credere nella terra.

È il caso del gruppo di amici che si sono messi a fare vino nell'Ossola. Si tratta dell'azienda Edoardo Patrone di Domodossola, con vigneti coltivati attorno al fiume Toce. I loro sono vini “eroici”, così definiti dal Cervim (il centro di ricerche, studi e valorizzazione per la viticoltura montana) perché le vigne hanno una pendenza del terreno superiore a 30%, un’altitudine superiore ai 500 metri e i sistemi viticoli si sviluppano su terrazzamenti.

Da essi coltivano e vendemmiano manualmente, nebbiolo, localmente chiamato prünent, ed il merlot. Ad averci stregato, al rifugio Il Dosso (cell. 3426996665) all'Alpe Arza, in Alta Val Bognanco, il Psb Rosso, dalla tempra che in questi mesi ci ha sorpreso trovare in molti vini dell'Alto Piemonte. Rubino profondo, ha naso elegante con note di frutta rossa, fine speziatura, marcata nota minerale, piacevolmente ferrosa, che si ritrova anche al palato, dove struttura e freschezza hanno buona bilanciatura, e finale di buona persistenza.

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DI PAOLO MASSOBRIO

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Mossi 1558 - Storie di vite

Documenti ufficiali attestano che fin dal 1558, in Località Albareto, la famiglia Mossi coltivava uva e produceva vini tipici piacentini. Nel giugno 2014, l’azienda è stata rilevata dalla famiglia Profumo con l’intento di portare avanti la tradizione della cantina, unitamente ad un progressivo rinnovamento delle tecniche e dei processi di produzione, al fine di perfezionare i prodotti esistenti e crearne di nuovi.