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Da Vigna Sant’Urbano e Vigna Roccolo, la sfida ai grandi pinot noir di Borgogna

Marco Gatti | 01-12-2019

Che sia in Alto Adige, Trentino o Mosella, con Martin Foradori Hofstätter il risultato è sempre lo stesso, vini di eccellenza!

In Alto Adige, regione che sorprende degustatori e consumatori per il livello sempre altissimo dei suoi vini, da anni c’è una voce che si distingue nel pur grande e virtuoso coro, per la sua classe. È quella della famiglia Foradori Hofstatter – unica azienda vinicola famigliare che possiede vigneti sulle rive occidentale e orientale del fiume Adige, per un totale di 50 ettari (124 acri) coltivati sui migliori pendii e siti ripidi dell’ampia valle – la cui esperienza secolare nella cura dei vigneti, assicura la firma di vini che sono fra i migliori del mondo.
Cantina fondata da Joseph Hofstätter agli inizi del Novecento, oggi vede sul ponte di comando il talentuoso Martin Foradori Hofstätter, che rappresenta la quarta generazione della famiglia e che sta caratterizzando gli anni della sua guida, non solo con risultati di assoluto rilievo per quanto riguarda l’ “eredità” che si è trovato a gestire, ma con una conduzione capace di mettere le basi per un futuro di ulteriori successi, che si sta sviluppando attraverso una serie di acquisizioni che si stanno rivelando vincenti (questo il motivo per cui l’abbiamo premiata come Cantina memorabile 2019 a Golosaria).
Vengono infatti dalle due nuove proprietà – ossia quel Maso Michei che si trova in una posizione unica, alla fine della Val dei Ronchi, a 823 m slm, sopra la pittoresca cittadina di Ala, con cui Martin ha ricongiunto la sua famiglia alle sue origini, trentine, e dalla tenuta che oggi porta il nome Dr. Fischer - Hofstätter Mosel, in cui si sono concretizzati gli investimenti fatti in Mosella – i vini assaggiati in questi giorni, e che ci hanno davvero sorpreso.
Di notevole eleganza, e capace di far vedere sotto a una nuova luce, quel Müller Thurgau che è bianco che non di rado fa discutere, il Michei di Michei Müller Thurgau 2018. Esempio di viticoltura eroica d’alta montagna, con i grappoli che si raccolgono a mano (da «vigne che – come ha sottolineato Martin Foradori Hofstätter – a loro volta sono eroiche perché non devono resistere solo a un clima montano, più rigido rispetto a quello del fondovalle, esse devono anche affrontare terreni magri e ghiaiosi, maturando così uve capaci di dare vita a vini dal carattere forte e dalla personalità marcata») e si trasportano lungo versanti che passano dai 790 ai 850 metri sul livello del mare, con la potatura che avviene di norma tra filari coperti di neve, nel bicchiere si presenta con una veste dal colore paglierino brillante, con un naso che sorprende per finezza e che si propone con note floreali di tiglio e acacia, poi si apre con profumi di agrumi, quindi, prima svela la caratteristica aromaticità, e infine chiude su delicati sentori di miele, con un sorso di bella sapidità e freschezza.
Vero e proprio coup de coer, il Riesling Saarburger Kupp 2017 della tenuta Dr. Fischer – Hofstätter Mosel, che confermando il detto “Nelle grandi annate il miglior vino della Mosella cresce lungo l’affluente Saar”, conquista con il suo colore giallo oro, naso ampio e complesso con profumi di frutta esotica, e in particolare litchi, mango e frutto della passione, note di pesca e albicocca, sentori di pietra focaia, idrocarburi e spezie, con un gusto di suggestiva armonia, minerale, e con un sorso di buon corpo e finale lunghissimo.

I vini che hanno reso famosa la cantina? Degustati del millesimo 2016, si confermano rossi di caratura internazionale, sia il Pinot Nero Barthenau Vigna S. Urbano, espressione dei migliori terroir del famoso altopiano di Mazon, e figlio del prestigioso Cru Barthenau Vigna S.Urbano, dove una parte delle viti hanno oltre 65 anni di età e i filari di Pinot Nero guardano ad ovest verso il sole serale e al vento "Ora" che soffia fino a tarda serata, con le uve che rimangono asciutte e sane. Dal colore rubino di buona concentrazione, ha naso ampio e complesso con profumi di lamponi, amarene e spezie, nota balsamica e ricordi di menta, mentre in bocca ha sorso di suggestiva armonia, ben bilanciato nelle sue componenti, con tannini ben integrati ed eccezionale concentrazione aromatica, il tutto sostenuto da un’acidità elegante. Sia il Ludwig Barth Von Barthenau Vigna Roccolo Pinot Nero, frutto della Vigna Roccolo (il nome, per il suo essere nei pressi di un “Roccolo”, ossia di un antico posto per catturare uccelli), altro Cru prestigioso nel cuore di Mazon, già ai tempi dell’allora proprietario Ludwig Barth von Barthenau coltivato a Pinot Nero e oggi con vigne che in parte hanno 70 anni di età. Rosso rubino di tonalità profonda, ha bouquet ricco, ma nel segno della eleganza, con sentori di amarene e mirtilli, che precedono note speziate, di cannella e vaniglia, sentori di tabacco e liquirizia, mentre in bocca è setoso, di classe, con un raffinato alternarsi tra freschezza e giusta tannicità, che rendono la beva di piena soddisfazione, con un rosso che in questa annata si rivela all’altezza del suo prestigio.    

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