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Quattro “assaggi memorabili” di Massobrio e Gatti per brindare al Natale

Paolo Massobrio e Marco Gatti | 22-12-2019

Dopo il numero speciale di Papillon dedicato ai vini, vi suggeriamo di procurarvi queste bottiglie per il pranzo di Natale

Sotto l’albero, il nostro regalo con cui vi diciamo Buon Natale. A voi lettori, in questi giorni abbiamo consegnato la nostra ultima fatica editoriale, il numero speciale di Papillon con gli assaggi dei vini che più ci hanno colpito nel 2019. Sono in tutto 670 le cantine e oltre 3.000 i vini citati, selezionati secondo la casualità degli assaggi compiuti in un intero anno. Una vera e propria guida raccontata per scoprire un mondo, talvolta sommerso, di produttori di altissima qualità e spesso piccoli, che vengono messi al centro offrendo loro non soltanto una vetrina, ma un vero e proprio percorso per incontrare il grande pubblico e trasmettere quella “gioia del vino” fatta di volti, famiglie, uomini, donne e territori impegnati in progetti di valorizzazione, riscoperta e sostenibilità.
Uno strumento con cui abbiamo voluto rendere omaggio alle centinaia di cantine che ci hanno fatto, e ci fanno, amare l’Italia. In molti casi sono dei piccoli, sconosciuti e talvolta, come li ha definiti Paolo Massobrio, “anche sgarbati” produttori di vino, di cui non ha mai parlato nessuno. Ma che ci hanno colpito profondamente, con il loro lavoro, e che per noi sono grandi. Anzi, grandissimi.

Leggete le nostre recensioni, se potete mettetevi sulle nostre tracce e incontrate i vignaioli, se non avete la possibilità di visitare le loro cantine, in enoteca o nei locali de IlGolosarioRistoranti, scegliete le loro bottiglie e assaggiate i loro vini, e poi diteci se non valeva la pena conoscere questi campioni del gusto. Detto che essendo il Natale “La” buona notizia, anche noi vi diamo una buona notizia. Questo nostro lavoro diventerà una guida permanente e annuale.

Quattro le bottiglie che vi suggeriamo di procurarvi, per accompagnare i piatti della tradizione del pranzo di Natale. Un poker d’assi che negli scorsi mesi ci ha stregato.
Due bianchi, ossia il Colli Maceratesi Ribona Doc 2018 di Podere Sabbioni di Corridonia (Mc), i cui vigneti sono all’interno del perimetro della riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra. Nostro Top dei Top tra i bianchi, ha grande classe, e si propone con un colore giallo paglierino intenso, profumi di fiori bianchi, cui seguono profumi di pesca gialla, miele e agrumi, per poi stupire in bocca, dove esprime la sua enorme ricchezza con note minerali e sorso sapido di rara autenticità.



E il La Maliosa Bianco 2016 Toscana Igt de La Maliosa di Manciano della geniale Antonella Manuli. Figlio di cure colturali realizzate secondo il Metodo Corino, una biodinamica esclusivamente vegetale, con particolare attenzione alla qualità del terreno ed alla longevità delle piante, anche attraverso pacciamature con fieno prodotto in azienda. Nel bicchiere ha colore giallo oro pronunciato, mentre al naso ha profumi di miele e frutta molto matura, zafferano e cumino. Morbido al palato con leggera nota amarognola, è armonico e di buona sapidità.

 

E due grandi rossi, ideali con i secondi importanti che caratterizzano la tavola natalizia. Quel Vino Nobile di Montepulciano 2016 di Lombardo di Gracciano di Montepulciano, che è stato nostro Top dei Top tra i Top Hundred del 2019, dal colore rubino, dai profumi di frutta rossa, prugna, china e liquirizia, dal sorso pieno e complesso.

 

E quel Barbaresco Lorens 2016 di Walter Lodali di Treiso, che si segnala per il suo colore rubino intenso, i suoi profumi di marasca e prugna matura, i suoi sentori di liquirizia e la fine speziatura, il gusto caldo, armonico, il finale che è un abbraccio.



Buon Natale!

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