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Nobile, orgoglio di Toscana e d’Italia

Marco Gatti | 26-05-2019

Presentata Alliance Vinum, con cui Avignonesi, Boscarelli, Dei, La Braccesca, Poliziano e Salcheto, si sono unite per onorare l’identità del territorio e raccontare la grandezza e l’unicità del Sangiovese di Montepulciano

Nobile. Punto. In rilievo, a spiccare, in etichetta. Questa la scelta coraggiosa di sei alfieri del Vino Nobile di Montepulciano, per sgombrare il campo dagli equivoci – uno per tutti, la confusione creata sul mercato, dall’omonimia con il Montepulciano d’Abruzzo – che, in questi anni hanno condizionato l’approccio dei consumatori al grande vino toscano. Superando il noto individualismo dei produttori toscani, sei cantine di fama internazionale, ovvero Avignonesi, Boscarelli, Dei, La Braccesca, Poliziano e Salcheto, hanno fondato Alliance Vinum, e unendo competenze e prospettive e partendo dalla consapevolezza di avere a disposizione una terra di grande valore e un’importante denominazione, hanno realizzato ciascuno un nuovo vino di altissima qualità, sei cru di Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. della vendemmia 2015, dove la parola Nobile è volutamente enfatizzata in etichetta per sottolinearne l’identità, la provenienza, ma anche lo spirito.

«Umiltà individuale e orgoglio collettivo» il motto dell’Alleanza. Perché Nobile non è solo blasone ma soprattutto uno stato legato ai valori di eccellenza, disponibilità, fierezza, eleganza, finezza. In altre parole, la descrizione del sommo vino toscano. I sei nuovi Nobile, presentati sul mercato nel 2019, sono espressione di Sangiovese in purezza, nascono da un singolo vigneto e sono il frutto del massimo impegno vitivinicolo di ciascuna azienda. Sono diversi, e per fortuna, diciamo noi – in controtendenza con chi, ahinoi, non molto tempo fa invocava l’uniformità come valore – in quanto le loro diversità sono sinonimo di identità, seppur nelle differenze condividano e facciano tutti un racconto comune, dicendo di cosa possa nascere nella Toscana di Montepulciano. Sposata la sostenibilità come filosofia produttiva, visto che tra i membri del gruppo si annoverano tra i più grandi appezzamenti di vigna biodinamica conosciuti, ma anche primati storici nell’indicizzazione di Carbon e Water Footprint, significative iniziative di crescita sociale così come ingenti, ma oculati investimenti in energie rinnovabili ed architetture sostenibili, in un percorso tra l’altro di continua contaminazione positiva tra tutti loro.

Insieme Max de Zarobe per Avignonesi, Luca De Ferrari per Boscarelli, Caterina Dei per Cantine Dei, Albiera Antinori per La Braccesca, Federico Carletti per Poliziano e Michele Manelli per Salcheto hanno stilato in pochi punti il “manifesto” del loro progetto comune.
Primo. Il Vino Nobile di Montepulciano è da sempre uno dei principali rappresentanti del vino Toscano di eccellenza e come tale, Alliance Vinum, vuole portarlo all’attenzione dell’arena enologica mondiale.
Secondo, per esaltare il carattere unico del territorio di origine, esprimersi in termini più contemporanei, rendersi meglio riconoscibili dal consumatore Alliance Vinum propone di mettere in risalto la parola “Nobile” in etichetta.
Terzo, il Nobile si identifica con il Sangiovese, più precisamente con il Prugnolo Gentile. L’Alliance punta a mettere in bottiglia solo vini di altissima qualità con elevate capacità di invecchiamento contraddistinti da piacevolezza ed eleganza.
Ultimo, ma non ultimo, Alliance Vinum si propone di guidare il pubblico e i professionisti a riconoscere il Nobile, chiamarlo con il suo nome e valorizzarne il territorio.

Questa dichiarazione di intenti, ha già una documentazione entusiasmante, nei sei vini con cui le cantine sono uscite ora sul mercato, singolarmente, ma presto anche insieme, con un’edizione limitata, con i loro rossi raccolti in una cassa orizzontale prodotta in 100 esemplari numerati e completata sul coperchio dalla mappa del territorio di Montepulciano con indicati i vigneti da cui nascono i sei vini. I loro Nobile?
Avignonesi ha creato il suo Nobile Poggetto di Sopra dal cuore della tenuta storica sulla collina di Argiano da viti di 37 anni. Nel bicchiere è complesso con note di sorbetto di lamponi e spezie indiane, in particolare chiodi di garofano e cardamomo, con tannini setosi e lunga persistenza.
Boscarelli ha ritagliato per Costa Grande 1,5 ettari di Sangiovese sul crinale della collina dove “l’uva matura prima”, e il suo Nobile è elegante, con profumi di ciliegia, viola, menta, spezie, mentre al palato è compatto nel tannino, che rimane morbido e persistente, per un sorso armonico e di notevole finezza.
Caterina Dei – che ha dedicato il cru Madonna della Querce al padre – ha scelto un singolo ettaro di argille e sabbie sedimentate a 370 metri slm esposto a sud. Il risultato è un vino dal colore rubino intenso, profondo, dal naso ampio ed affascinante, con profumi di frutta rossa matura, confettura, e sentori speziati, con una bocca eterea, lunga e minerale, con tannino di ottima fattura e sorso scalpitante, giovane, e dal potenziale di lungo invecchiamento.
La Braccesca, tenuta della famiglia Antinori, invece, ha messo in bottiglia il frutto di una selezione delle migliori uve di Sangiovese del Podere Maggiarino, una delle zone più vocate dell’azienda, da cui il nuovo Nobile prende il nome. Rosso rubino intenso, al naso ha profumi di violetta, frutta rossa e vaniglia mentre in bocca è morbido, equilibrato, setoso, dall’ottima freschezza.
Poliziano ha ricreato Le Caggiole dopo una pausa di 20 anni, dedicata alla ricerca e selezione del miglior Sangiovese dell’omonimo vigneto. Rosso rubino luminoso, ha profumi di rosa appassita, visciole, frutta rossa, prugna, mentre al palato è fresco e minerale, piacevolmente sapido, di buon equilibrio e con un finale elegantissimo.
Salcheto, infine, ha isolato 2 ettari all’interno del vigneto Salco e in questa piccola area ha dato forma al Salco Vecchie Viti. Rosso rubino, con riflessi granata, ha profumi floreali di giaggiolo e rosa, frutta rossa, e in particolare la marasca, nota balsamica e di cuoio, sentori di liquirizia e tabacco, mentre al palato ha corpo ed eleganza, con un finale lunghissimo e retrogusto di frutta rossa. Questi sei vini segnano un punto di non ritorno.

Questa è la grande Montepulciano. Questa è la Toscana – “Nobile” che fa onore all’Italia del vino nel mondo. Questo è il Sangiovese che amiamo!

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DI PAOLO MASSOBRIO

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