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RISE & WIN Brewing

Ryoritsushin | 13-10-2018

Di Tatsuya Tanaka del comune di Kamikatsu, Prefettura di Tokushima

Text by Sawako Kimijima photograph (solo la foto principale) by Koji Nakano

Parlando di birrifici artigianali, in Giappone se ne trovano un po’ ovunque ma, quello del Comune di Kamikatsu della prefettura di Tokushima, è un po’ diverso. Perché questo è stato fondato sugli ideali di un comune che, per primo in Giappone, pronunciò la dichiarazione di Zero Waste (rifiuti zero). La loro birra aromatizzata agli agrumi, prodotto tipico della zona, ha fatto un tale successo che, l’anno scorso, hanno dovuto ingrandire l’impianto.
“L’importante è far sapere che, dietro la bontà della nostra birra, c’è un’attività Zero Waste” dice Tatsuya Tanaka, il fondatore del birrificio. Non basta pronunciare un’ideale a voce alta. Se vuoi trasmettere veramente qualcosa, devi renderla viva. La birra appunto è uno strumento per far diventare “Zero Waste” un problema quotidiano di ognuno.

Che cosa c'entra la birra con l'immondizia?

A Portland, in Oregon U.S.A., si trova un micro birrificio in ogni angolo e fanno una birra molto caratteristica. Al nostro Tatsuya è piaciuta perché gli sembrava che desse un senso di libertà. Ma quello che lo ha veramente stupito è il sistema di vendere birra sfusa con un contenitore chiamato growler.
“E’ un contenitore per comprare birra sfusa. A Portland la gente va a comprare la birra portandosi dietro un growler.” Dice Tanaka. È stata un’illuminazione. Guardando la gente che tornava a casa con un growler attaccato al portapacchi dietro la sella della bici, ha intravisto la ragione per cui si dovesse produrre una birra artigianale a Kamikatsu.

Non dare per scontato che bisogna produrre rifiuti.

Kamikatsu della prefettura di Tokushima è il primo comune del Giappone dove si dichiarò di voler fare “rifiuti zero”. Era il 2003 perciò sono passati 15 anni. Più ascolto i loro racconti più mi emozionano.


・Nel Comune di Kamikatsu non esiste un camion per la raccolta della spazzatura. I cittadini portano da loro stessi i rifiuti al centro di raccolta rifiuti.

*I rifiuti organici vengono trasformati interamente in concimi. Il 98% delle famiglie possiede un trasformatore elettrico per rifiuti umidi e anche il restante 2% li adopera come concime nell’orto o nel giardino.

*Quel che non fa parte dei rifiuti umidi viene differenziato in 45 tipologie diverse (Accidenti!). Così trattato, la maggior parte viene acquistata da aziende del settore del riciclaggio e quindi diventa un’entrata del comune.

Un comportamento così virtuoso con i rifiuti da parte della gente di Kamikatsu non è stato ottenuto in un giorno solo. Molto prima della dichiarazione “Zero Waste”, nel 1993, era stato portato in vigore il “Progetto Ricicle Town” poi nel 1995, con un’agevolazione fiscale del comune, venne introdotto un trasformatore di rifiuti organici per ogni famiglia. C’è una frase nel libro dei co-autori Kazuichi Kasamatsu e Yumi Sato “Un paese eco sostenibile è piccolo ma bello, una sfida del Comune di Kamikatsu”.

“Inizialmente nel comune di Kamikatsu non c’era un impianto per il riciclaggio dei rifiuti. Questo perché nella sua storia i sindaci hanno sempre avuto la forte convinzione di “non dover usare le loro preziose tasse per una cosa così contro producente come i rifiuti”.

Gli autori spiegano: i rifiuti umidi erano destinati al mangime delle bestie se no alle carpe, i vestiti venivano disfatti e ricuciti per farne altri e, alla fine, venivano usati come pannolino. La maggior parte degli utensili venivano fatti con bambù o con legno e venivano usati riparandoli in continuazione e alla fine li bruciavano e li facevano tornare alla terra. Fino a poco tempo fa questo era il modo di vivere di Kamikatsu, anzi probabilmente di tutto il Giappone. Quando si pensa al passato, ciò che viene in mente è una vita dove non si getta via niente. Forse a Kamikatsu vive ancora uno spirito del territorio di questo genere.

Come si collega l’ideale ai desideri della gente?

Tanaka iniziò ad avere a che fare con Kamikatsu dal 2011, anno in cui un conoscente, che lavorava presso il Comitato per le energie rinnovabili di Tokushima, gli fece conoscere Kazuichi Kasamatsu, ex sindaco di Kamikatsu e ideatore della Dichiarazione Zero Waste.
Tra l’altro il campo base di Tanaka era proprio la città di Tokushima e il suo vero mestiere è quello di ricercatore biologico nel campo dell’analisi: spazia dai batteri intestinali e alimentari a quelle nutrizionali o dei microrganismi presenti nell’aria. Quindi dal settore farmaceutico all’alimentare. A volte fa anche il consulente per le organizzazioni che effettuano controlli sanitari. Così si fa chiamare “consulente generale della sanità” o “medico del cibo”. “Ai tempi l’ex-sindaco Kasamatsu pensava ad introdurre le energie rinnovabili. Ma io gli ho suggerito di impegnarsi di più per far riconoscere la dichiarazione Zero Waste a livello nazionale.”
L’idea di “Zero Waste” di Kamikatsu non cerca il modo migliore di allocare i rifiuti, ma quello di non produrne.
“Invece di pensarci dopo aver fatto un rifiuto ci si pensa prima. Ridurre, riutilizzare e riciclare, tra queste tre azioni la cosa più importante è ridurre.”

 



Una parte della raccolta differenziata. Ad ogni compartimento viene indicato il costo per sistemare o riciclare il rifiuto.

Al Comune di Kamikatsu I rifiuti vengono differenziati in ben 45 tipologie. Gli abitanti li portano da soli fino al centro di raccolta e li lasciano dividendoli tra ben 45 compartimenti.
“Sa cosa succede? Cominciano a scegliere prodotti che producono meno rifiuto. Cercano di non comprare le cose che danno più lavoro al momento di buttarle via. Ad esempio, il ricambio dello shampoo; una volta lo vendevano in un contenitore con un becco fatto di un materiale diverso. Quindi bisognava buttarlo staccandolo dal contenitore. Era un lavoretto noioso. Allora hanno cominciato a non comprarlo.”
Una raccolta differenziata precisa guida gli abitanti a ridurre forzatamente i rifiuti. Tanaka pensava che fosse necessario far conoscere maggiormente il fatto che qui era sempre stato diffuso questo modo di vivere.
“Proprio la loro dichiarazione di Zero Waste dovrebbe essere un patrimonio di questo comune, perché non si trova da nessun’altra parte. Quando si parla delle arti c’è Naoshima. Ma quando si parla di salvaguardia dell’ambiente c’è Kamikatsu. Mi sono sempre più convinto di poter far crescere man mano questo tipo di immagine.”



Nel comune si vedono gli autoadesivi di riconoscimento “Zero Waste” del comune di Kamikatsu. Secondo il loro criterio danno un riconoscimento ufficiale per i ristoratori e le aziende che prendono le iniziative alle attività “Zero Waste”.

Allora mi hanno chiesto di far vedere un bel esempio così ho aperto nel 2013 un negozio dove vendevo tutto sfuso, senza rifiuti e l’ho chiamato “Grande Magazzino di Kamikatsu”. Partendo dai funghi shiitake ai condimenti, allo shampoo, davo tutti gli articoli mettendoli in carta di giornale.
“Tuttavia non ha fatto molto successo (ride Tanaka).”
Quando non sapevo più veramente cosa fare ho avuto quest’idea della birra artigianale e così si è sviluppato fino all’inizio della storia di questo articolo.

“Ho provato a parlare della mia idea al sig. Sadahiro Nakamura del Transit General Office e all’arch. Hiroshi Nakamura, entrambi sono creativi molto rinomati e li avevo accompagnati a Kamikatsu più di una volta. Gli è piaciuta e mi hanno incoraggiato.” Nel 2015 ha avviato il birrificio assorbendo il Grande Magazzino di Kamikatsu. Per costruire l’edificio sono stati riutilizzati i materiali o i mobili lasciati al centro raccolta dei rifiuti. Le bottiglie usate sono state utilizzate per fare i lampadari, per produrre le birre ha utilizzato le bucce degli agrumi, yuzu destinate ad essere buttate via. Naturalmente ha preparato bottiglie con il vuoto a rendere.

 

 

Nel progetto del birrificio di Hiroshi Nakamura era previsto il riutilizzo di materiali e di mobili portati dal centro raccolta rifiuti. Le combinazioni di materiali provenienti da fonti diverse sono utilizzate con grande immaginazione e senso estetico. Nel 2016, sempre progettata dall’ arch. Hiroshi Nakamura, è stata aperta una birreria ad Higashi Azabu di Tokyo.

Le birre, prodotte da un artigiano di origine newyorchese, hanno fatto un grande successo così ha riaperto il secondo birrificio, dove c’era una volta una segheria e ha affidato la progettazione ad Assemble, gruppo di giovani architetti, che ha vinto anche il Turner Prize, un riconoscimento importante!
“Sono andato fino a Londra per convincerli. Ma gli ho anche detto che “non ho soldi”. Mi hanno risposto: Perché no? Facciamolo”.

Al campo base per Zero Waste del mondo.

Quando iniziai a collaborare gli abitanti di Kamikatsu erano 2000 ma ora sono 1500. “Perché non c’è un liceo. Quando i figli vanno al liceo trasloca la famiglia intera.”
Il bosco occupa circa l’85% del comune. È difficoltoso anche fare qualche tipo di agricoltura. Una volta era la foresta a portare ricchezza, tant’è che c’era anche un quartiere dei piaceri. Invece oggi il legno giapponese da costruzione è sostituito da materiali innovativi o importati; allora l’unica via d’uscita rimane la coltivazione di piante per guarnizione come fiori edibili, piante selvatiche e così via. “Il Grande Magazzino di Kamikatsu aveva un limite di espansione perché era pensato per gli abitanti locali. Invece le birre possiamo venderle anche fuori Kamikatsu. Auguriamo che possano portare una fonte di reddito al comune e nello stesso tempo diventino portavoce dello “Zero Waste”.
Quest’autunno verrà avviata la costruzione del nuovo centro raccolta rifiuti ideato dal gruppo di Tanaka. Siccome i visitatori, non solo Giapponesi ma anche stranieri, sono sempre in aumento verrà costruita anche una struttura ricettiva per la formazione o l’assistenza imprenditoriale Zero Waste. Così senza dubbio diventerà un vero campo base per Zero Waste.

SHOP DATA
◎RISE & WIN Brewing Co. BBQ & General Store
237-2 Aza Hirama O’aza Masaki Kamikatsu-cho Katsuura-Gun Tokushima-Ken
Tel +81- 885-45-0688
http://www.kamikatz.jp/  

◎RISE & WIN Brewing Co. KAMIKATZ TAPROOM
THE WORKERS & CO 1F
1-4-2 Higashi Azabu Minato-ku Tokyo
Tel +81-3-6441-3800
http://www.kamikatz.jp/ja/taproom.html  

Tatsuya Tanaka
Classe 1969. Nato nella prefettura di Tokushima. È il titolare di Spec Bio-laboratory, un istituto di analisi sanitarie. Da quando ha lavorato per un progetto di valorizzazione territoriale, ha cominciato a collaborare con il comune di Kamikatsu. Nel 2015 seguendo il concetto dell’attività comunale “Zero Waste” ha avviato “RISE&WIN Brewing Co. BBQ&General Store” e nel 2016 ha inaugurato ad Higashi- Azabu di Tokyo “RISE&WIN Brewing Co. KAMIKATZ TAPROOM”. Nel 2017 ha introdotto un impianto per produrre birra da Portland e ha costruito un complesso “STONEWALL HILL CRAFT&SCENCE” con il secondo birrificio e il magazzino dei barili.

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