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Il Bistrot12 è una bomboniera

Paolo Massobrio | 19-05-2017

Un locale raccolto ed elegante dove gustare una cucina creativa, ma equilibrata, dove vien voglia di ritornare

Posteggiate comodamente l’auto in piazza Insurrezione (appena 3 euro). Siete nel centro di Padova, ovunque vi giriate. Ma voi attraversate via Cavour e dirigetevi in una via caratteristica (e attenzione, nei pressi c’è anche la somma Pasticceria Racca, che per molti è la numero 1). Non passerà inosservato, in via Sant'Andrea (tel. 049 2050160 - www.bistrot12.it) questo raccolto locale, elegante, bello, che è il coronamento di una lunga navigazione di Mattia Gardini, già alle Calandre, da Heinz Beck, con Bruno Barbieri. Ma con la sua bella Viviana ora s’è accasato a Padova, anche dal punto di vista professionale ed ha scelto un giovane che, dice, “lo ha emozionato” quando è andato in incognito a testarlo nel locale dove lavorava prima.

Adesso Dianel Bertapelle (32 anni) è con loro, per sposare quella filosofia di gusto e di leggerezza, che aleggia fra i 10 tavoli del locale, oltre a uno spazio in una saletta. Che siete in un luogo della nostra filosofia, un luogo di verità e di sostanza, lo capirete quando Mattia vi dirà: “Qui tutto si può ordinare a bicchiere!" E anche uno difficile da accontentare come il sottoscritto, a fine serata se n’è andato con 3 chicche sconosciute, di agricoltura biologica (Colli Euganei, Bassano e zona del Durello).

Ma che buoni anche i piatti che abbiamo assaggiato, preceduti da un amuse bouche che era un fritto con cuore di ricotta. Qui proverete l’esperienza delle consistenze, dei colori, delle temperature e i gradi di acidità dei diversi piatti. Buono sarà il polpo arrostito con carote al ginepro e cozze di Sardegna. Un loro piatto forte saranno gli spaghetti alla chitarra con seppia su seppia, pomodori canditi, laminaria e bergamotto. Spaziali i paccheri glassati alle ortiche, nocciole tostate, ricotta di pecora affumicata.

Ai secondi, il piatto che ricordiamo con estrema piacevolezza è stata l’ombrina and cheese con pappa al pomodoro, datterino giallo e basilico, in alternativa a shabu shabu (tonno zucchine, quinoa, uova di quaglia). Fra le carni il manzo e acciughe con terra di olive, piselli, verbena, cacao e salicornia. Impossibile non ordinare un dolce: fantastico il morbido di cioccolato bianco agli agrumi, pepe bianco, semi di zucca sabbiati, mou alla liquirizia e mozzarella (geniale!). Fresco lo yogurt di gelato, con mela verde e polvere di porcino.

Tra gli altri piatti: carpaccio di ricciola, tartare di scampi e lumache alle erbe tra gli antipasti; garganelli con funghi shitake, foie gras e acetosella, tra i primi; capesante e topinambur salsa di conchiglie, salmone di fiordo affumicato, semi di sedano o pluma di Patanegra con tikka masala, asparagi, melissa tra i secondi.

Con la piccola pasticceria avrete provato una cucina curiosa, che cambia ogni due mesi, con notevoli sprizzi di creatività che tuttavia non sono invasivi, ma rispettano sempre l’equilibrio. Un posto dove vien voglia di ritornare, appagati anche dall’accoglienza con il sorriso.
I menu degustazione sono "Daniel in movimento" con 8 portate (65 euro), oppure cinque portate a 45 euro.

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