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A Fidenza all'Antica Trattoria Il Duomo

Paolo Massobrio | 16-06-2017

I Ghiozzi, con mamma Adriana, una grande bella e simpatica famiglia emiliana per una cucina di piena soddisfazione

Bisogna venire in questa Antica Trattoria il Duomo di Fidenza (Pr), che sta proprio dietro l’abside della monumentale chiesa, con la piazzetta ricca di locali (vicolo Antini, 26 - tel. 0524 85130).

L’ambiente è semplice, ma quello che conta è la storia che vive in questo luogo della famiglia Ghiozzi: sei figli, di cui due conosciuti al grande pubblico: Gene Gnocchi e Charlie Gnocchi. Gli altri fratelli sono impegnati tutti nella ristorazione, perché da mamma Adriana e da papà Ercole che non c’è più da diverso tempo hanno appreso la passione.

Il più piccolo dei fratelli, Andrea, gestisce con la moglie Simona questa osteria, mentre Federico è a Parma alla Trattoria Belvedere e Alberto sta avviando un locale nella zona di Fidenza che si chiamerà la Valle dei fratelli Gnocchi. La sera della nostra visita, abbiamo avuto l’onore di trovare in sala Adriana, la simpatica mamma (non poteva essere altrimenti) che ha la cucina nel sangue. Amica della moglie di Peppino Cantarelli esegue ancora un piatto mitico come il savarin di riso. Ma superati gli 80 anni, la cucina attiva non gliela fanno praticare, anche se sovrintende e basta uno sguardo per capire se quel piatto c’è.

Si inizia con la torta fritta e i salumi emiliani classici, bevendo un buon Lambrusco, ma anche del Gutturnio. In cantina ci sono poche etichette, ma decisamente giuste, come i brut di Vigna Cunian di Traversetolo e addirittura il rosso dei monaci di Siloe. E ora sfregatevi le mani, perché il primo piatto, ovvero i tortelli di ricotta ed erbette con spruzzata di parmigiano saranno sontuosi, delicati, con quel velo di pasta sfoglia sottile gialla che solo i grandi cuochi della cucina popolare sanno fare. Era il piatto delle feste, della domenica, racconta Adriana mentre osserva la nostra soddisfazione massima.

Ma chi se l’aspettava che i pissarei e fasò, piatto di origine piacentina, fossero altrettanto buoni, decisamente i migliori assaggiati in questi ultimi anni, equilibrati nella consistenza, che non li vuole troppo brodosi ma neppure asciutti. Perfetti! E giù Lambrusco!

Ai secondi, fra l’estivo vitello tonnato, la tartare di fassona piemontese e il roast beef all'inglese, abbiamo scelto la tradizionale Duchessa di Parma (da una ricetta degli anni '50), degli involtini di filetto di pollo ripieni di prosciutto di Parma e Parmigiano a scaglie, impanati e poi cotti in una salsa a base di Marsala con carote glassate, davvero buoni.

Per chiudere, è impossibile non provare la zuppa inglese, che racchiude tutta la filosofia della cucina della famiglia Ghiozzi: equilibrio, gusto, ma anche quella leggerezza sapiente che traccia il solco fra la cucina casalinga e un ristorante. Abbiamo cenato dentro al sogno di una grande, bella, simpatica famiglia emiliana. E grazie Adriana per la compagnia bellissima, i racconti.

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