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Fiastra: luogo di gusto e di bellezza

Luigi Galluppi | 13-09-2017

Un posto che merita di essere visitato in quanto offre storia, arte, natura, relax, divertimento e gusto

Nelle Marche colpite dal recente pesantissimo sisma, vi sono luoghi e mete che, a maggior ragione adesso, meritano di essere visitate. Andare in quei luoghi significa infatti dare un aiuto concreto alle popolazioni, aiutandole a ricominciare. Il turismo può essere un importante volano per la rinascita. Ecco perché, a coloro che si recheranno sulla riviera adriatica, consigliamo di dedicare una giornata per visitare un luogo incredibilmente bello, che offre, insieme, storia, arte, natura, relax, divertimento e gusto. Meta ottimale per una gita di famiglia, anche i più piccoli non si annoieranno!  

Parliamo dell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra (Abbadia di Fiastra - Urbisaglia/Tolentino (MC); per info: Meridiana snc - tel. 0733 202942 - www.meridianasrl.it). L’imponente sito religioso è il cuore della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, un’area di ben 1.825 ettari di terreni che circondano l’Abbazia – a cavallo tra la valle del fiume Chienti e quella del Fiastra –  e che ancora mostrano tracce evidenti della lunga presenza e del lavoro dei monaci. La Riserva è vistabile attraverso una serie di percorsi, perfettamente segnalati, con spazi per pedoni, ciclisti o per chi ama andare a cavallo.

Da visitare, ovviamente, l’Abbazia. Fondata nel 1142 dai monaci cistercensi provenienti dall’Abbazia madre di Chiaravalle di Milano, è una delle prime fondazioni cistercensi in Italia. I monaci iniziarono la costruzione del complesso abbaziale prelevando materiale dalla vicina città romana di Urbs Salvia (l’odierna Urbisaglia) distrutta da Alarico nel 408 e bonificando i terreni circostanti. In circa tre secoli, l’Abbazia divenne un importante e influente centro monastico oltre che punto di riferimento per l’attività economica del luogo. Nel 1422 dovette però subire il saccheggio di Braccio da Montone, Signore di Perugia, che la depredò e distrusse in parte. Incominciò quindi il declino del luogo. Nel 1581 l’amministrazione passò ai Gesuiti e  successivamente, nel 1624, i pochi monaci cistercensi rimasti la lasciarono per trasferirsi a Roma. Nel 1773 l’Abbazia venne ceduta alla nobile famiglia Giustiniani Bandini che ne riscatterà poi l’intera proprietà. Oggi il complesso è amministrato dalla Fondazione Giustiniani Bandini. I Cistercensi sono tornati a Fiastra nel 1985, dopo 361 anni di assenza!

La visita all’Abbazia è un percorso affascinante e ricco di sorprese. Oltre alla Chiesa, dedicata alla Vergine Maria, si possono visitare il Chiostro, il giardino e alcune sale del Palazzo Giustiniani Bandini, il pozzo e la cisterna. Interessantissimi le Grotte, le Cantine (con un bel Museo del Vino) e la Stanza delle oliere, che conserva anche un’importante raccolta archeologica di reperti provenienti dall’antica Urbs Salvia.

La foresteria del Convento è oggi un accogliente Hotel Ristorante (Hotel La Foresteria - www.laforesteriatolentino.it) dove soggiornare e degustare una buona cucina territoriale (ottimi i ravioli di ricotta al profumo di tartufo  e le tagliatelle al sugo di papera).

Fidatevi: è un posto da visitare!

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Marche
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